LA BALLATA DI MILA

 

Questa volta, Pagnan obbedì. Ci impiegò un tempo che parve a Mila lo spicchio di un’eternità ma alla fine, l’uomo, aveva gli occhi aperti. Le sue pupille sbarrate, incavicchiate nell’immobilità della paura sprofondarono nelle iridi di lei, nel mare verde smeraldo che splendeva di una luce liquida. Non erano più gli occhi di una ragazza. Erano quelli di una donna. Invincibile. Gli occhi della furia”.

 

Due commercialisti uccisi a colpi di pistola. Due valigette piene di soldi, rubate durante una sparatoria micidiale. Due gang di criminali che si contendono il territorio veneto: quella dei Pugnali Parlanti, affiliata alle triadi cinesi, e una cosca locale che fa capo al sanguinario Rossano Pagnan. In mezzo a tutto questo una donna spietata e pronta a sparigliare le carte.

 

Abbandonata dalla madre, violentata da una banda di criminali che le ha massacrato il padre, Mila Zago è una killer a sangue freddo, un’assassina definitiva. Cresciuta dal nonno sull’altopiano dei Sette Comuni secondo i codici di un’educazione marziale, è tornata dal passato per attuare una vendetta esemplare. Per far questo, nella più classica delle tradizioni, metterà ricorda un classico del cinema come “Per un pugno di dollari”.

 

Con “La ballata di Mila” Matteo Strukul firma un romanzo sugarpulp onirico e violento che mescola la grande lezione di Massimo Carlotto – quella dell’analisi della moderna realtà criminale partendo dalla storia del territorio – con le atmosfere del cinema di Quentin Tarantino, Robert Rodriguez e Sam Peckinpah e le intuizioni del nuovo noir americano di Joe R. Lansdale e Victor Gischler.

 

Forte di un ritmo sincopato e rapidissimo, di scene d’azione mozzafiato, di continui cambi di prospettiva e di un intreccio a orologeria, “La ballata di Mila” rinnova il pulp-noir italiano attraverso una storia sabot/age che riesce ad indagare con attenzione il fenomeno della mafia cinese a Nordest e lancia nel mondo editoriale un nuovo personaggio femminile, formidabile e dirompente, che spezza le consuete geometrie narrative: Mila Zago aka Red Dread.